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Protesi mammarie

E' possibile aumentare il volume del seno con l'inserimento delle protesi mammarie (intervento di mastoplastica additiva).

PROTESI: MITI E REALTA'
  • Non esplodono in aereo
    (leggenda metropolitana da sfatare!)
  • Non si rompono: occorre tagliarle!
  • Il gel di silicone non fuoriesce!

Le protesi migliori sono costituite da silicone, ed hanno un involucro ruvido (sono le cosiddette protesi testurizzate), oppure sono ricoperte da una spugna di poliuretano. Hanno una forma che può variare da quella di una mezza sfera (protesi rotonda), alla forma "a goccia": è questa la protesi anatomica, che da l'aspetto del seno naturale.

Le protesi possono essere inserite da una piccola incisione posta attorno al contorno dell'areola o addirittura dentro l'areola e perciò molto poco visibile, oppure anche da un'incisione nel solco sottomammario o vicino all'ascella, incisioni però più visibili e quindi preferibilmente da evitare.

Le protesi possono essere inserite al di sotto del muscolo grande pettorale, posizione migliore nelle donne giovani e magre, oppure al di sotto della ghiandola, specialmente nelle donne con un maggiore sviluppo della ghiandola e del grasso circostante, magari con un minimo di discesa del seno.

Mastoplastica additiva:
incisione transareolare

In ogni caso è preferibile non inserire protesi troppo voluminose, per evitare un aspetto innaturale del seno. Inoltre in questo caso la porzione più periferica della protesi non è coperta dal tessuto ghiandolare ed i margini della protesi possono essere visibili o essere percepiti al tatto.

Per quanto riguarda le protesi mammarie, queste sono state completamente riabilitate da qualsiasi accusa di indurre una condizione di malattia, ed oggi vengono considerate prive di rischio dal punto di vista medico.

L'unico effetto collaterale spiacevole, che può insorgere a distanza di molti mesi o anni dall'inserzione delle protesi mammarie, è la possibilità della formazione della contrattura capsulare, ovvero il possibile indurimento della reazione cicatriziale che si forma normalmente attorno alla protesi, la cosiddetta capsula.

Tale eventualità è oggi sempre più rara, grazie ad alcuni accorgimenti tecnici nella inserzione delle protesi, ed ad una tecnologia sempre più avanzata delle protesi stesse.

Esempi di:

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